La band Gothic/Symphonic Metal svedese THERION è in Italia per presentare dal vivo il loro ultimo lavoro "Sitra Ahra". Il concerto è previsto all'Alcatraz di Milano, dove il nostro Dj Jen si presenta per incontrare il chitarrista e compositore Christofer Johnsson ed intervistarlo per Rocknrollradio.it
THERION
(traduzione by Maphia)
Jen: Hi Christopher, welcome to Rock'nroll radio.it, qual'è la differenza più grande tra "Gothic Kabbalah" e "Sitra Ahra"?
C.J. :C'è una grande differenza tra le due. La prima ha una produzione più moderna, mentre la seconda ne ha una più vintage. "Sitra Ahra" ha dei suoni molto vicini a quelli degli anni Ottanta. Musicalmente è vicina al symphonic rock direi. "Gothic Kabbalah" è molto prograssive moderna, basata sui suoni di chitarra, è qualcosa che di solito non ci si aspetta da un album dei Therion. Per essa abbiamo utilizzato una libreria di suoni che è costata intorno ai 9300 euro. Una delle migliori che puoi comprare sul pianeta. Un buon esperimento.
Per "Sitra Ahra" abbiamo utilizzato ancora un'orchestra. Ci sono anche strumenti inusuali, tipo tibetani, uno dei quali ho suonato proprio io. Fisarmoniche e armoniche sono presenti in qualche pezzo. Una differenza drastica.
Jen: Come è stato il processo compositivo per l'ultimo album?
C.J. :Abbiamo scritto abbastanza canzoni per fare tre album nel periodo tra il 1999 e il 2004. Dovevamo seguire un progetto per un nuovo album. Ci stavamo lavorando, ma poi una mattina mi sono svegliato con l'idea di mettere da parte per un po' questo lavoro ed iniziarne uno nuovo. Solo in seguito siamo tornati a lavorare al disco precedente. Avevamo scritto veramente tante canzoni. Il problema è che non potevamo registrare tre album contemporaneamente. SarebBe stato un lavoro infinito e quindi ci siamo lanciati sull'idea di farne uno doppio. Ma dopo siamo ancora cascati sul modus operandi precedente e abbiamo deciso di lavorare ad un'altro progetto. Ci sono infatti anche due canzoni originariamente pensate per "sitra ahra" che sono state inserite in gothic cabala. Ci sono canzoni all'interno di questi album che hanno dieci anni! E' stata un'esperienza unica e particolare e secondo quanto ne so io è la prima volta che un gruppo fa uscire tre album con tutti i pezzi scritti in lungo periodo senza tramutarne alcuni in avanzi o B-side da mettere in compilations.
Jen: Qual'è il significato del termine "Sitra Ahra"?
C.J. :E' ebraico, "Sitra Ahra" è lo specchio dell'albero della vita, nella cabala è l'albero della conoscenza.
Jen: Di cosa parlano i testi?
C.J. :Dipende molto da canzone a canzone.
Jen: Qual'è il significato della copertina? Chi è l'artista?
C.J. :Abbiamo utilizzato Thomas Everald, per gli ultimi due album. Ha fatto tutto lui da "Secret of the Runes".
Jen: La vostra musica è difficile da collocare in una categoria, dal symphonic al metal sicuramente, ma ci sono anche moltissime sfaccettature e ombre di diverso tipo. Come fate a far fronte a tutti questi aspetti durante la scrittura dei pezzi?
C.J. Solamente scrivendo canzoni.
Jen: So che non sei mai andato a scuola di musica o comunque non hai mai preso lezioni. Come fai a scrivere e suonare canzoni così complicate e così cerebrali?
C.J. :Probabilmente ci sono dei piccoli demoni che mi suggeriscono il da farsi nelle orecchie, non lo so. Comunque andare a scuola di musica ed essere didattici è molto buono ma c'è anche il rischio che qualcuno ti dica "questo è il modo" oppure "si fa così" e diventi limitato per questo. Non raggiungerai il tuo stile fino ad età avanzata. Non voglio dire che sia sbagliato prendere lezioni ma per quanto mi riguarda non ho mai avuto la percezione di come le cose dovrebbero andare. Sono spontaneo quando scrivo, non ho metodo. Non mi siedo e penso di scrivere una canzono in questo o quel modo o stile, non funzionerebbe. Sento l'ispirazione e cerco di tradurla in musica. Se ho due canzoni in testa che hanno un particolare stile, penso che si possa fare un album tutto concentrato in quella direzione!! Comunque non devo mai sforzarmi di comporre.
Jen: Quali sono le tue memorie, i tuoi ricordi del death metal svedese nei primi anni 90?
C.J. :Ci siamo divertiti molto, era un panorama piccolo all'epoca. Se c'erano 100 persone ad uno show era particolarmente esaltante! Poi siamo arrivati più avanti ad averne minimo 400. Ma all'inizio erano intorno alle 100-150 e metà del pubblico erano le altre band che dovevano suonare. Tutti quanti erano coinvolti nel fare qualcosa, nella pubblicità nello sponsorizzare dischi, per avere una scena musicale piu' ampia diciamo. Un bel movimento giovanile.
Jen: Avete mai pensato di pubblicare un album con i migliori brani dei vostri primi tre dischi in una versione sinfonica?
C.J. :No, penso che per molte di quelle canzoni non avrebbe senso. Forse proprio qualche pezzo, due o tre dal secondo e dal terzo, ma non vedo il motivo di fare una cosa di questo genere. Non avrebbe mercato. E poi dovremmo litigare con l'etichetta discografica, la quale ti chiede sempre se avrebbe senso fare quello che stai pensando. E' un lavoro fantastico ma non sono degli stupidi e non elargiscono soldi senza un motivo specifico. Se ti danno un budget devono essere sicuri che quello che produrrai lo potranno vendere.
Jen: C'è un album in particolare del quale non sei completamente soddisfatto?
C.J. :Sono contento di tutti i dischi forse solo "Deggial". Cambierei il mix. Se un giorno vincerò alla lotteria posso pensare di remixarlo. Sai, anche i primissimi album sono un po' grezzi, ricordo che li abbiamo registrati e mixati in sei giorni. Per "Sitra Ahra" ci abbiamo messo un anno e mezzo. I primi album soffrono del fatto di aver avuto un budget limitato ma all'epoca era normale, infatti non sento minimametnte il bisogno di tornare indietro a cambiarli. Nulla ha bisogno di essere perfetto, è la storia del rock che lo insegna.
Jen: Sul vostro sito sono riportati gli album che vi hanno inspirato per la direzione sinfonica che avete intrapreso negli ultimi album, dai Celtic Frost ai Pink Floyd. Siete appassionati di progressive rock?
C.J. :Si, ci piace molto, ascoltiamo anche Uriah Heep e tutto cio' che appartiene al progressive degli anni Settanta. Anche Thin Lizzy, Deep Purple e Black Sabbath.
Jen: Puoi consigliare qualche gruppo della scena svedese che sono ancora sconosciuti ma che promettono bene?
C.J. :Quando mi chiedi delle band svedesi faresti bene a chiederlo alla gente per la strade poichè ne saprebbero di più sicuramente! Non so cosa stia succedendo, non guardo la tv da 15 anni, non ho la radio, qualche volta leggo i giornali. Vivo nella mia bolla artistica.
Jen: Quali sono le tue aspettative per il concerto di stasera?
C.J. :Penso che sarà un bel concerto, di solito in Italia i fans sono molto calorosi!!
Jen: Grazie ciao!
C.J. :Grazie.