Great Master: Intervista a Jahn Carlini

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I Great Master sono una band con una lunga storia alle spalle, la formazione risale al 1993! A beneficio di chi non vi conoscesse, potreste indicarci le tappe salienti della vostra carriera?

I Great Master nascono nel 1993 da un gruppo di amici per volontà del chitarrista leader Jahn Carlini. Nel 1994 fu prodotto il primo demo ma dopo pochi anni la band era già sciolta perché i vari componenti avevano imboccato strade diverse in altre band. Nel 1999 venne prodotto il secondo demo ma dei Great Master rimanevano solo Jahn e Max Bastasi. Da qui inizia un lungo periodo di inattività della band che terminerà solo nel 2008 anno in cui sempre Jahn e Max decidono di sistemare del vecchio materiale per preparare quello che sarà il vero debutto ufficiale dei Great Master, “Underworld”. Nel 2009 I Great Master firmano con Underground Symphony per la pubblicazione di Underworld. Possiamo quindi dire che ufficialmente la band rinasce nel 2009, perché da questo anno c’è la volontà di proseguire il cammino ricostituendo una line up per supportare il materiale nei live.

A gennaio del 2013 arriva il secondo album ufficiale intitolato “Serenissima”. Nel 2014 la band partecipa al tributo degli Heavy Load con il brano “The King”. E arriviamo al 2016 con l’uscita della nostra terza produzione, “Lion and Queen”.

Ad inizio carriera eravate decisamente più epic e ruvidi; poi pian piano il vostro sound è diventato più elegante e ricercato fino al recente nuovo CD ed al precedente altrettanto ottimo “Serenissima”; come mai avete abbandonato l’epic power per uno stile più vicino a gruppi quali i Kamelot?

Originariamente lo stile della band era molto classic metal, tanto che ci avevano paragonato a band come Heavy Load e Manilla Road. Le nostre sonorità erano ispirate dalla corrente epic metal dei gruppi anni 80 e da band nordiche come i Bathory (periodo epic) dei quali sono sempre stato un grande estimatore. Poi negli anni ‘90 arriva l’ondata power portata avanti da molte band tedesche come i Running Wild che hanno influito molto sullo stile dei Great Master. Tuttavia la vera matrice dello stile del gruppo rimane l’heavy metal classico ispirato principalmente dagli Iron Maiden e gli ultimi lavori come “Serenissima” e “Lion & Queen” risentono molto di questo stile.

Un po’ di maturazione musicale e l’esperienza di Max han fatto si che certe melodie fossero ancora più curate portandoci vicino a gruppi più sinfonici come i Kamelot.

L’opera d’artwork da una parte, il titolo dall’altra, sembra proprio che il filo che cinge i due album sia tutt’altro che sottile, anche perchè a livello prettamente lirico, i richiami sono abbastanza preponderanti, cosa puoi dirci in merito?

Lion And Queen” riparte esattamente da Serenissima ma ha una marcia in più. Si sente che la band ha fatto un salto di qualità e che la produzione è nettamente migliore. Il nuovo album rimane in parte ancora legato ad aclune tematiche territoriali come lo era invece interamente Serenissima, ma questo non è un concept come il suo predecessore perchè spazia in molti piu argomenti diversi tra loro. Forse potremo vederlo legato a due concetti in particolare, le tematiche territoriali a cui noi come band rimaniamo sempre molto legati per la nostra storia e il concetto dello spazio tempo. Diverse canzoni infatti, ci portano ad affrontare questo tema affascinante e sempre attuale. Il tutto però resta sempre legato anche a tematiche fantasy, da sempre una caratteristica della band.

Lion And Queen” è il vostro terzo album, che segue “Serenissima” del 2013, lavoro ispirato alla Repubblica di Venezia. Con la nuova uscita quali sono i temi trattati? Vi va di raccontarci track by track il contenuto dei testi delle song?

Innanzitutto, “Lion and Queen” non è un concept album. Possiamo suddividere l’album in due parti, per metà le canzoni trattano temi del nostro territorio regionale, il Veneto, per l’altra metà gli argomenti spaziano tra temi fantastico/fantascientifico tratti da film, libri e favole.

Voices: è un intro medievaleggiante che fa da ponte all’ascoltatore portandolo da “Serenissima” al nuovo lavoro.

Another Story: parla del simbolo di Venezia, il Leone di San Marco.

Oldest: tratta dell’uomo più vecchio della terra, argomento intrigante che ho avuto modo di elaborare ispirato dal film “L’uomo che venne dalla Terra” che tratta la storia di un uomo di Cro-Magnon dall’età di 14.000 anni, sopravvissuto fino ai giorni nostri.

Prayer In The Wind: è un nostro omaggio a tutte le vittime del Vajont, disastro dalle proporzioni immani, avvenuto il 9 ottobre del 1963 nel Cadore e con il quale quale han perso la vita più di duemila persone nel giro di pochi minuti.

Traveller Of Time: tratta l’argomento intrigante dei viaggiatori del tempo e precisamente di John Titor, soldato venuto dal 2036 e comparso tra il 2000 e 2001 in America, che si è fatto conoscere alla gente attraverso alcuni forum ad accesso libero.

Stargate: come dice il titolo è la porta delle stelle, che magari un giorno ci darà possibilità di viaggiare nello spazio con un solo passo.

Mystic River: è una canzone a cui tengo particolarmente e tratta dell’ultima battaglia disputata contro l’avanguardia austro-ungarica che voleva sferrare un grande attacco sul fronte del fiume Piave per piegare definitivamente l’esercito italiano, ma che fu costretta ad arrestarsi a causa della piena del fiume e diede via libera alla decisiva avanzata italiana.

Holy Mountain: è la descrizione della sacralità che percepiamo quando ci si trova davanti a quelle grandi vette che sono le Dolomiti. In questi momenti si può percepire il divino ad occhi aperti.

Time After Time: è una riflessione sulla vita, che ti dice che il tempo passa ed ogni cosa lasciata è persa.

The Other Side: concetto intrigante lo spazio tempo con il quale si può oggi solo immaginare una realtà parallela, un’altra vita e un domani magari ci si potrà anche arrivare. Canzone ispirata dalla serie tv “Fringe”.

Walking On The Rainbow: tratta della favola che molte volte ho letto e visto assieme a mia figlia, del magico arcobaleno ai pedi del quale c’è un pentolone colmo di monete d’oro che è sorvegliato a vista da uno gnomo malvagio.

Lion & Queen: tratta con fantasia la storia della regina e del leone che con il mare hanno costruito il loro dominio nel corso degli anni.

Qual è quindi il significato dell’artwork di copertina e chi è l’autore?

L’autore è lo studio Jahn Vision Art e il significato è la trinità veneziana, Il leone come simbolo di forza, potere e audacia, la regina del mare come elemento solenne e il mare stesso che unisce gli altri due elementi rendendoli un’unica cosa. Per prevalere e prosperare ogni elemento ha bisogno dell’altro, singolarmente non sarebbero niente ma insieme diventano l’emblema di un potere millenario.

Questo è quello che viene descritto con un pizzico di fantasia nella title-track che abbiamo voluto mettere alla fine del disco per chiudere nel migliore dei modi l’argomento “Venezia”.

Tutte le tracce sono pervase da un’epicità molto marcata, ci sono tante soluzioni melodiche di grande effetto, senza dimenticare il lato più Heavy. Come sono nate le composizioni? In che modo i membri della band hanno contribuito alla stesura?

Una delle caratteristiche del songwriting dei Great master è proprio questa, melodia ed epicità contornata da una potente base ritmica. La composizione di solito è fatta da Jahn per musica e testi e poi viene migliorata in sala prove con l’aggiunta delle parti e delle idee degli altri membri. Per ultima la voce, che inizialmente è presente solo in linea melodica e viene poi elaborata e migliorata da Max. Una volta decisa la linea della canzone viene registrata e solo successivamente Jahn trova le restanti linee melodiche con riff di chitarra secondari, quelli che pur stando dietro la voce e agli strumenti contribuiscono ad arricchire ulteriormente la melodia.

Che ospiti avete coinvolto nel progetto e perché?

Gli ospiti presenti nel disco son stati coinvolti per amicizia ma anche per necessità. Necessità perché nell’atto delle registrazioni di “Lion and Queen” abbiamo avuto la fuoriuscita dalla band del nostro chitarrista solista Daniele Vanin. Nel poco tempo a disposizione dovevamo rielaborare tutto. Chiedendo aiuto alla nostra etichetta Underground Symphony ci è stato presentato Francesco Russo, chitarrista della storica power metal band italiana Shadows of Steel. Da subito si è dimostrato molto disponibile alla collaborazione e l’intesa è stata ottima. Francesco ha fatto un gran lavoro alla chitarra solista nel poco tempo avuto a disposizione, ponendo così il suo sigillo su metà dei brani di “Lion and Queen”. Su altri due brani all’assolo c’è la firma di Simone Mularoni. Eravamo ai Domination Studios e non potevamo non chiedere una sua partecipazione al nostro disco. Anche Simone ne è stato entusiasta e ha fatto due bellissimi assoli. Ai restanti assoli c’è il nostro nuovo chitarrista Shuai Xia che siamo riusciti a farlo parteciapre proprio nei titoli di coda e per ultimo abbiamo voluto inserire anche Daniele Genegu chitarrista-voce leader dei King Wraith .

Altre collaborazioni sono alle tastiere, nello specifico nell’intro del disco “Voices” dove troviamo Andreas Wimmer tastierista leader della symphonic power metal band tedesca Final Chapter. Le restanti parti orchestrali del disco sono state elaborate da un nostro amico, che è Alessandro Battini, tastierista dei Dark Horizon. Per ultima, non per importanza ma come ciliegina sulla torta, la partecipazione di una nostra cara amica che ci ha sempre dato la sua disponibilità e aiuto in questi ultimi anni di difficile situazione di line up, seguendoci e supportandoci anche live in alcune occasioni, è SY la voce degli Armonight che ha duettato assieme a Max tra le strofe e ritornelli di “Walking on the Rainbow”.

La definizione dei vostri lavori fino a ora.

Underworld: E’ stato il nostro primo full length ufficiale pubblicato nel 2009 da Underground Symphony, primo passo dei Great Master. Genere power metal con materiale scritto a inizio del 2000. Molti pensano che la band sia attiva dal 1993 ,ma in realtà dopo pochi anni e un paio di demo la band si sciolse. Il vero inizio dei Great Master avviene con questo disco. Underworld è l’inizio!

Serenissima: Il primo concept della band legato alla Leggendaria Repubblica di Venezia. Primo album metal a livello mondiale a trattare per intero questi argomenti, luoghi e personaggi. Con “Serenissima”, abbiamo avuto un ottimo ritorno da parte della critica specializzata ed è un album a cui rimaniamo molto legati.

Sono numerosi i brani che hanno il dono di colpire l’ascoltatore fin da subito nel vostro nuovo lavoro; due su tutti “Walking On The Rainbow” con la sua melodia così forte e sottolineata e “Prayer In The Wind”, grazie alla sua eleganza e ricercatezza; concordate? Quali sono i pezzi che secondo voi renderanno maggiormente dal vivo?

Sicuramente questi due, ma diranno la loro anche brani come “Oldest”, “Traveller Of Time”, “Another Story”, ma anche sfide come “Mystic River” e la sua durata o più semplicemente pezzi più heavy come “Holy Mountain” e “The Other Side”. L’album è molto orecchiabile viste le linee melodiche, che sono facilmente eseguibili live e quindi molto duttile. Stiamo decidendo in questi giorni se suonare live con la collaborazione di un tastierista come in passato oppure aiutandoci con delle basi.

Cosa conterrà per i vostri fan la lussuosa limited edition boxset di “Lion & Queen”?

Il box ad edizione limitata di 200 copie siglate a mano, è un regalo che voluto farci la nostra etichetta per l’amicizia e collaborazione che c’è stata in questi anni.

Il box conterrà a seconda della richiesta del cliente, il CD in versione digipak o il classico jewel box, il certificato numerato a mano anch’esso con la nostra foto e relative firme, un adesivo della cover e un plettro commemorativo del disco fatto essenzialmente per questa edizione.

Quali sono i vostri progetti per il futuro? Oltre ovviamente al supporto per la nuova release, avete qualcosa in cantiere?

Per il futuro ci stiamo concentrando sull’aspetto live, in quanto una grossa mancanza per la band è stata proprio questa cosa. Con gli infiniti problemi di line up che della band, non abbiamo mai potuto realizzare tour impegnativi o di un certo spessore. Cercheremo di programmare diverse date per supportare live il nostro ultimo lavoro, visto che essendo il terzo disco, il materiale per uno show non manca di certo.

Inizieremo anche a lavorare al quarto disco, per non far passare molto tempo dall’attuale release. Ci piacerebbe realizzare un formato in edizione limitata in vinile e se riusciremo a raccogliere del buon materiale, sarebbe bello relaizzare la nostra prima produzione live.

Spazio a disposizione per chiudere come volete l’intervista. Grazie.

Vi ringraziamo per lo spazio e il tempo che ci avete dedicato. Come tutte le band si cerca sempre di lavorare sodo per dare il meglio ed emergere ma è anche grazie al vostro aiuto che ci si fa conoscere nell’underground italiano.

Un ringraziamento anche a tutti coloro che ci seguono da tempo ma anche da chi ci ha scoperto dopo il nostro ultimo lavoro, ricevere ogni giorno complimenti e apprezzamenti per la nostra musica è sempre una grande soddisfazione, e ci ripaga di tutte le fatiche spese finora.

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