Claudio Trotta di Barley Arts si scaglia contro il secondary-ticketing


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Da spaziorock.it

Il fenomeno del secondary-ticketing sta dilagando ormai da diverso tempo. Pagare un biglietto a prezzo di costo, sta diventando una vera impresa; anche solamente dopo alcuni minuti dalla messa in vendita dei tagliandi, già si possono trovare a prezzi esorbitanti sui vari siti di rivenditori non autorizzati. Claudio Trotta, boss di Barley Arts, ha così voluto dire la sua:

“Non comprate biglietti in rete da siti che noi non abbiamo comunicato, se lo fate alimentate le truffe e le speculazioni e non rivendete i biglietti che acquisterete perché non è un vostro diritto farlo, le condizioni contrattuali del biglietto di Ticketone art.3/3 sono chiare ‘il titolo di ingresso non può essere ceduto dal Cliente a titolo oneroso ne può essere oggetto di intermediazione’.
Stessa cosa per gli altri circuiti che utilizziamo.
E’ illegale come lo è scaricare musica, film e altro abusivamente anche se le leggi internazionali non tutelano allo stato attuale artisti, consumatori e promoter nella maniera adeguata.
il retro del biglietto emesso da Ticketone recita all’art. 7 ‘il titolo di ingresso per legge o per richiesta dell’organizzatore può essere personale, non può essere permutato, ceduto a titolo oneroso, né può essere oggetto di intermediazioni o utilizzato a fini commerciali, pubblicitari o promozionali’. E’ acclarato ed evidente che esistono organizzazioni internazionali, nazionali e anche singole persone o gruppi di persone che dotati di hardware e software che glie lo consentono comprano biglietti e ILLEGALMENTE li rivendono.
Per parte nostra e solo nostra noi stiamo scrivendo PRIMA DELLA MESSA IN VENDITA una lettera a questi siti preavvisandoli che li citeremo a livello penale ma certamente questo non li bloccherà come non bloccherà singole persone che né più ne meno di come fa chi compra azioni in borsa compreranno i biglietti con l’unico scopo di rivederli al miglior offerente ben sapendo che non lo possono fare e che comunque sostanzialmente il loro gesto passerà in maniera impunita….come tanti altri ….
Se volete davvero fare qualcosa di utile fate pressioni politiche a livello della comunità europea perché questo sia condannato in maniera esemplare come in passato è successo in determinati casi di pirateria o di sharing non consentiti.
Volate alto e smettetela di vivere e seminare dubbi su chi lavora subendo questa situazione e NON accettando di speculare sulla stessa QUANDO SAREBBE COSì FACILE FARLO E VISTO CHE MOLTI DI VOI PENSANO CHE IO LO FACCIA…
Possono dire lo stesso le multinazionali dello spettacolo ?
Possono dire lo stesso molti altri promoter nel mondo ?
Io la risposta la ho ma lascio a voi il compito ed il piacere di verificarlo.
Il biglietto nominale con 50 mila persone che devono entrare NON è un opzione e non ho intenzione di contribuire a schedare le persone ancora di più di quanto già lo siano nella nostra società delle telecamere ovunque,dei dati personali usati come carne da macello,della reperibilità 24 ore su 24, e chi la pensa diversamente si organizzi i concerti lui schedando chi vuole lui…..io fino a quando NON sarò obbligato a farlo dalla legge o da un artista o dal suo management NON LO FARO’ MAI per un concerto di massa.”


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