Il lungo messaggio di OZZY OSBOURNE in ricordo di LEMMY


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Da metalitalia.com

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Di seguito la traduzione integrale del lungo messaggio in onore del defunto collega e amico Lemmy dei MOTORHEAD pubblicato da Ozzy Osbourne (BLACK SABBATH) via Rolling Stone:

 

Tutto ciò che ho fatto dal momento in cui mi è giunta la notizia è stato pensare al tempo che abbiamo trascorso insieme. Era un bravo ragazzo, un caro amico. Sono ancora piuttosto scioccato.
Gli ho telefonato un paio di giorni fa e capivo a stento quello che diceva. Ieri ho ricevuto un sms dal suo manager: “Lemmy sta per andarsene e vuole vedere alcuni amici”. Proprio mentre mia moglie ed io stavamo per partire, è arrivato il messaggio che diceva che era morto. Sono rimasto sconvolto. “Wow”. Deve essere stato male già da un po’. Sai, ha 70 anni. Ha vissuto lo stile di vita rock’n’roll ai massimi livelli, ma è comunque triste perdere un amico così.
Io e Lemmy ci conoscevamo da tanto tempo. Eravamo soliti scherzare l’uno con l’altro: “Chi di noi tirerà le cuoia per primo?”. Ma io mi ero dato una regolata già parecchio tempo fa, con lo stare sveglio tutta la notte e roba del genere. Lemmy mi ha detto, una volta: “A cosa ti serve campare 99 anni se non te li godi? È la mia vita e voglio divertirmi”. Ed ha vissuto 70 anni. E il modo in cui è vissuto, fumando sigarette, bevendo e tutto il resto, sapeva che non avrebbe dovuto. Non puoi fare quella vita e arrivare a 99 anni. Raramente qualcuno ce la fa. La maggior parte di noi cade lungo la strada.
L’ho conosciuto quando era negli HAWKWIND. Facevamo prove nello stesso posto, in Inghilterra. E poi ha formato i MOTÖRHEAD, ed erano i pirati del rock business. Ricordo quando ho fatto il mio primo tour solista in America e loro ci aprivano i concerti. Ci divertivamo un sacco, insieme. Avrebbero fatto festa ogni giorno. Ricordo che durante quel tour, ad un certo punto, ho chiesto a Lemmy: “Ma dormi?”. “Beh, non molto,” ha risposto. Allora ho chiesto: “Quand’è stata l’ultima volta che hai dormito?” E lui ha detto: “Fammici pensare. Dieci. Dodici giorni fa.”
“Stai scherzando!” gli ho detto. Se io fossi stato sveglio per due giorni, sarei andato completamente fuori di testa. Ma loro lo facevano abitualmente.
È stato il re delle feste per tanto tempo, ma sono sicuro che non sarebbe andata avanti per sempre. Non puoi farcela. Lemmy era un mostro, da quel punto di vista.
Quando erano in tour con me, era come in Spinal Tap. Scendevano dal palco grondando sudore, salivano sul bus e partivano. Non si facevano neanche la doccia. Giravamo tutti i college, dovunque potevamo suonare. E il loro rider era qualcosa come una cassa di Jack Daniel’s o una cassa di vodka.
Vivevano di vodka, succo d’arancia, soda, andavano in giro con una bottiglia di bourbon in mano tutto il tempo. Non ho idea di come cazzo facessero a bere quella roba. Mi sono ubriacato col Jack Daniel’s una volta sola e mi sono detto: “Sai che c’è? Non è roba per me.”

All’epoca ci davo dentro di brutto anch’io. Ma niente in confronto a loro. Loro davano un nuovo fottuto senso al “fare festa”. Era catastrofico. Quella roba che prendevano, la metanfetamina o che cazzo era, era roba pesante. Avrebbero dovuto starsene là, con gli occhi sbarrati e le gambe molli.
Lemmy è stato a casa nostra per un po’. Ricordo quando è arrivato. Erano tempi assurdi, ero in pieno hangover e volevo solo strisciare sotto una roccia e morire. Lui è venuto alla porta e la sua faccia era fottutamente pallida. Sembrava un fantasma. Sembrava che fosse stato sotto una lapide per cinquecento anni. Mi ha guardato e mi ha detto: “Cazzo. Spero di non avere un aspetto pessimo quanto il tuo.” Al che mi sono detto: “Se Lemmy Kilmister mi dice una cosa del genere, è meglio che me ne torni a letto”. Sono andato a distendermi e ho annullato il concerto.
Ma non c’erano solo le feste. Lemmy e io abbiamo lavorato molto insieme. Ricordo quando mi ha scritto dei testi e sono stato a casa sua. Quel posto era incredibile. C’erano più cimeli e cose appese ai muri di quanti ce ne siano nella maggior parte dei musei. Gli ho regalato delle spade e dei pugnali. Era il suo hobby. Avevamo in comune un interesse per la Seconda Guerra Mondiale. Ma lui era così intelligente: sapeva tutto, di storia.
In ogni caso, gli ho portato un pezzo che avevo scritto. Lui era formidabile coi testi, così gli ho chiesto: “Potresti farci qualcosa, con questo?”. Gli ho dato anche un libro sulla Seconda Guerra Mondiale, su un certo generale o roba simile. E lui fa: “Torna fra due ore”.
Quando sono tornato non mi aveva scritto qualche verso, ma tre testi completi. E in più mi dice: “Quel libro fa schifo”. “Quale libro?”. “Quello che mi hai portato”. Aveva letto un libro in un’ora.
“Mi prendi in giro?”, gli ho detto. “Ti piacciono i testi?” mi chiede lui. E penso che fossero per “Mama, I’m Coming Home”. E allora ho risposto “Vanno bene,” al che lui dice: “Che ne pensi di questi?”. Capisci? Mi aveva scritto tre testi.
Lemmy ha scritto come me la mia canzone “See You On The Other Side”. Mi era venuta l’idea di fargli scrivere i testi. Ha scritto “Mama, I’m Coming Home,” “Hellraiser,” “Desire,” “I Don’t Want to Change the World”.
Quando gli davo un pezzo pensavo “E adesso come cazzo farà?”. E scriveva qualcosa come 15 versi in pochissimo tempo. Voglio dire, quando mi metto a scrivere testi butto giù roba tipo “Well, she went to the door,” e poi mi areno. Lui li scriveva come se si fosse trattato di buttar giù un appunto. E non bei testi – testi eccezionali.
Quando guardavi Lemmy, non potevi credere quanto colto fosse. Le persone che sentonto la musica che facciamo e guardano come siamo pensano “ Bah, questi sono degli sbandati. Non sanno quello che fanno. Sono cattive persone”. Ma non è vero. Lemmy sembra un vecchio motociclista, ma era anche un grande lettore. Era molto preparato su un sacco di cose. Era molto intelligente. Sul bus del suo primo tour, aveva una valigia con dentro un paio di mutande, un paio di calzini e per il resto solo libri. Quando stava da noi, poteva chiudersi in biblioteca per tre giorni, a leggere fottuti libri. E se andavo al cesso in piena notte, lo trovavo ancora alzato a leggere.
Era un amico molto leale. Se aveva qualcosa da dirti, non si faceva problemi. Non ti urlava dietro, si limitava a dirti: “Questa cosa mi sta sulle palle”. È una dote rara. Non penso che mi abbia mai detto una cosa del genere, ma era l’amico di tutti.
Aveva anche un gran senso dell’umorismo. Uno dei suoi pezzi si intitolava “Killed By Death” ed era un titolo fantastico.

Lemmy scoprì la California e si trasferì qui molto tempo fa. Viveva lì vicino al The Rainbow. Lui non guidava e poteva andare a piedi dal suo appartamento al The Rainbow ed è lì che ha vissuto per gli ultimi 25-30 anni. Il The Rainbow, credo, ha una sedia con una placca con scritto “sedia di Lemmy”. Lui si sedeva su quella sedia tutti i giorni.

L’ho visto alcuni mesi fa al Roxy. Un mio amico, Billy Morrison, suonava e io ho fatto una ospitata. Lemmy era al bar, come al solito. Non so se stava bevendo o se era solo seduto al suo posto. Era molto magro, si vedeva che non stava bene ma ha vissuto la vita come ha voluto e con tutte le conseguenze che questo ha comportato. Gli ho detto: “E’ tutto ok? Hai problemi ai reni?”. Sembrava scioccato. Nessuno pensa “morirò l’anno prossimo”. Non so perché ha continuato in quel modo per tutto quel tempo. Ad essere onesto, penso che suonare dal vivo lo abbia tenuto su. Ha lavorato proprio fino alla fine. Era per lui un motivo per evitare di stare a letto. Ha suonato in Germania di recente e credo che sapesse di essere ammalato.
Abbiamo suonato assieme alcuni concerti in Sud America ad aprile e ricordo mia moglie dire “Avresti dovuto vedere Lemmy, ha perso un sacco di peso e non sembra stare bene”. Gli mandavo costantemente dei messaggi con scritto: “Se hai bisogno, chiamami”. Poi guardavo il telefono e lui rispondeva: “Grazie per esserti preoccupato di me”.
Mi mancherà molto, a tutti noi mancherà molto. Ora c’è un grande vuoto nella musica per quanto mi riguarda. Era un personaggio e non ci sono molti personaggi nella musica oggi. Voglio dire: c’è Miley Cyrus, ok, ma non ci sono più molti personaggi. Lui era assolutamente un personaggio, uno originale. Ha vissuto con il suo stile di vita. Sesso, droga e rock ‘n’ roll, questo era Lemmy.
Sapete che vi dico? È un eroe per me, era il mio eroe. Era fottutamente grandioso, un buon amico. Mi manca già. Non lo dimenticherò mai e credo che molte persone non lo dimenticheranno mai. Mancherà anche ai ragazzi che lavorano con me. Era un bravo ragazzo, un bravo uomo e un mio buon amico. Era fottutamente un grande. È venuto a mancare troppo presto.

Dio ti benedica, Lemmy. Sono onorato che tu sia parte della mia vita.

 

Motorhead - Lemmy live Milano 2014

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