Live Nation: breve intervista ad Andrea Pieroni sulla sicurezza ai concerti


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Da metalitalia.com

Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, tra cui quello allo show degli EAGLES OF DEATH METAL presso il locale Bataclan che ha causato la morte di ottantanove persone, il mondo dei concerti è in agitazione, con diverse band che hanno annullato tour o gli show francesi e comunicati diramati dai promoter circa l’intensificazione dei controlli a specifici eventi. Con un difficile scenario internazionale come quello in cui stiamo vivendo ora, abbiamo contattato Andrea Pieroni, Managing Director di Live Nation e promoter di gran parte degli eventi metal di maggior rilievo in Italia, per una serie di veloci domande circa la sicurezza ai concerti.

 

IN CHE MODO GLI ATTENTATI DI PARIGI STANNO INFLUENDO SUL MONDO DEI CONCERTI?
“Al momento, a parte pochi casi sporadici, la maggior parte delle bands hanno deciso di andare avanti con le tournee. Cosa che mi trova totalmente d’accordo. Non possiamo certo autocondannarci a vivere reclusi in casa. Dobbiamo vivere e fare le cose di tutti i giorni. Dobbiamo avere la libertà di andare ad un concerto, in un ristorante, in palestra, al cinema o dovunque vogliamo”.

CHI GESTISCE ATTUALMENTE LA SICUREZZA DI UN LOCALE?
“La sicurezza viene appaltata a ditte private specializzate nella gestione dei grandi eventi. Si tratta di ditte autorizzate con patentino e regolari in tutto e per tutto”.

INVECE IN CASO DI GROSSE VENUE (PALAZZETTI, FESTIVAL, OPEN AIR ECC..)?
“Idem. Le ditte sopra menzionate sono abilitate per gestire concerti dal piccolo club fino agil stadi”.

CAMBIERANNO DUNQUE LE MISURE DI SICUREZZA?
“La sicurezza è sempre una priorità. Sicuramente aumenteremo ancor di più il livello di sicurezza sia per quanto riguardo il pubblico che l’artista”.

PENSI CHE DELLA SICUREZZA ARMATA POSSA GARANTIRE L’INCOLUMITÀ DEI PARTECIPANTI O A TUO PARERE I RISCHI DI CASUALITÀ POSSONO ADDIRITTURA AUMENTARE?
“L’istinto potrebbe portare a pensare che sia una buona cosa, ma la ragione mi dice che peggiorerebbe la situazione. Non mi piace avere gente armata dentro ad un concerto. Non sia mai che qualche testa calda si fa prendere la mano e tira fuori il ferro al primo accenno di pogo. No, no, no, sono contrario”.

SONO PERVENUTE MAGGIORI RICHIESTE DI SICUREZZA DA PARTE DEGLI ARTISTI IN ARRIVO?
“Eh, non puoi immaginare quante, devo dire però che solo ed esclusivamente da artisti americani. Noi europei siamo più menefreghisti”.

VI SIETE INTERFACCIATI CON I CORPI DI POLIZIA PER DIMINUIRE EVENTUALI RISCHI?
“Ci siamo sempre interfacciati con i corpi di polizia anche prima dei fatti di Parigi. Continueremo a farlo in maniera ancora maggiore. Detto questo, vorrei anche far presente che la polizia in Italia non prende ordini dagli organizzatori di concerti. Noi possiamo segnalare gli eventi, e lo facciamo sempre. Poi sono loro che decidono se e come intervenire”.

POTETE RASSICURARE IN QUALCHE MODO L’AUDIENCE CHE SI RECHERÀ PROSSIMAMENTE AI CONCERTI?
“Si, possiamo rassicurarla. Viviamo, divertiamoci, non diamola vinta a nessuno”.

 

 

Live Nation - promoter - 2011


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